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Errore di fatto – art. 47 codice penale

Errore di fatto – art. 47 codice penale

Il testo della legge:

“L’errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell’agente. Non di meno, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.
L’errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato diverso.
L’errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce il reato.”

Descrizione del reato:

L’art. 47 del codice penale esclude sostanzialmente l’attribuzione del reato a titolo di dolo all’agente che agisca nell’erronea convinzione che un elemento materiale del reato esista/non esista. Erronea convinzione che, di conseguenza, altera e modifica il processo volitivo dell’agente.

Giacché, infatti, per l’imputazione di un reato a titolo di dolo sono necessarie la rappresentazione e la volizione di tutti gli elementi costituitivi della fattispecie tipica (condotta, evento e nesso casuale), è pacifico che, qualora ci sia l’errore scusabile su uno di questi elementi, l’agente non risponda del fatto.

Qualora, invece, l’errore sia determinato da colpa,  l’agente risponderà del reato colposo (ma solo qualora la punibilità del fatto sia prevista anche a titolo di colpa).

Un esempio di errore di fatto potrebbe essere quello commesso da Tizio che dopo aver provocato delle lesioni gravi a Caio, credendolo erroneamente morto, lo seppellisce provocandone in realtà la morte per soffocamento con quest’ultima condotta.

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