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Risarcimento Danni per Calamità Naturali

Risarcimento danni per calamità naturali

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Come ottenere il risarcimento danni per calamità naturali di un immobile?

E’ possibile richiedere il risarcimento dei danni qualora l’abitazione o l’attività commerciale dell’attore siano stati colpiti da una calamità naturale.

Innanzitutto è consigliabile munirsi di prove fotografiche che mettano in risalto i vari danni causati alla struttura.

E’ poi necessario inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Ufficio Tecnico del municipio della località di residenza, specificando nell’oggetto che si tratta di <<richiesta di risarcimento per danni causati da calamità naturale>>.

Il corpo della lettera deve contenere l’indicazione delle caratteristiche dell’immobile, le generalità del richiedente nonché la descrizione della calamità naturale che si sia riversata sull’immobile stesso.

Alla lettera stessa devono essere allegate le fotografie a testimonianza di quanto avvenuto.

Qualora si siano resi necessari dei lavori urgenti per riparare immediatamente ai danni causati dalla calamità, sarà necessario allegare alla lettera anche le relative fatture.

Una volta ricevuta la raccomandata, l’Ufficio Tecnico del comune invia una squadra di tecnici specializzati, con il compito di stimare il danno effettivamente subito.

Come ottenere il risarcimento per i danni derivanti da calamità naturali subiti dall’auto?

Nonostante siano in costante aumento i danni irreversibili causati alle auto da eventi atmosferici di forte intensità, sono ancora pochi, nel nostro Paese, i soggetti che hanno assicurato il proprio veicolo contro le calamità naturali.

Si tratta, infatti, di un’assicurazione accessoria e, in quanto tale, non è necessariamente ricompresa nella polizza base rc auto bensì deve essere espressamente richiesta dal cliente.

La procedura per ottenere il risarcimento è quindi diversa a seconda che il veicolo sia coperto o meno da assicurazione contro le calamità naturali.

Se manca tale assicurazione, l’unica strada possibile è quella di intraprendere una causa legale contro il comune o contro l’ente pubblico deputato al mantenimento della sicurezza nell’area in cui si è verificato l’evento dannoso.

Tipico esempio può essere quello del comune che non abbia provveduto alla periodica potatura degli alberi laddove, in seguito a forti raffiche di vento, i rami caduti danneggino le auto parcheggiate.

Se sussiste assicurazione contro i danni da calamità naturali, è necessario, prima di rivolgersi alla propria assicurazione, effettuare una denuncia presso polizia, carabinieri o vigili del fuoco affinché tali autorità certifichino che si è effettivamente verificato l’evento atmosferico denunciato.

L’effettiva esistenza della calamità naturale può essere desunta anche facendo riferimento al bollettino dell’osservatorio meteorologico più vicino al luogo dell’evento.

Il soggetto leso dovrà poi munirsi di documentazione fotografica, la quale dovrà essere allegata alla richiesta di risarcimento da inviare alla compagnia assicurativa.

Un perito designato dalla compagnia è tenuto ad effettuare una valutazione dei danni per capire se questi siano effettivamente ricollegabili all’evento atmosferico denunciato.

Ai fini del risarcimento, all’autovettura viene assegnato il valore di mercato che questa aveva il giorno precedente al verificarsi della calamità naturale.

Come viene affrontato il problema del risarcimento danni per calamità naturale all’estero?

In Italia, a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei, lo Stato è praticamente il solo organo deputato alla copertura dei danni per calamità naturali.

Si tratta di un grosso problema soprattutto se pensiamo che, in altri Paesi, i danni provocati da calamità naturali sono coperti da assicurazioni, le quali sono obbligatorie o, comunque, semi-obbligatorie.

In questi paesi, lo stato si limita ad intervenire alla stregua di assicuratore di ultima istanza, ossia al solo scopo di sanare le eventuali somme che le compagnie assicurative non riescono a coprire per intero.

In Italia, invece, l’assicurazione contro il terremoto e le calamità naturali non è obbligatoria perché costringerebbe gli utenti a pagare costi eccessivi per eventi che oltretutto non sono rilevabili su tutto il territorio italiano.

Considerate le attuali situazioni, tuttavia, soprattutto se si valutano le numerose zone a rischio sismico, si pensa alla stesura di una nuova normativa che renda obbligatoria la sottoscrizione di una polizza per il risarcimento dei danni derivanti dalla perdita di un immobile dovuta a calamità naturali.

In sintesi, in Italia manca quella sinergia tra pubblico e privato, presente altrove, che aiuterebbe i cittadini a mettersi al riparo dai danni provocati dalle calamità naturali.

Come funziona l’assicurazione contro le calamità naturali?

L’assicurazione contro le calamità naturali rientra nell’ambito delle polizze a valore poiché prevede delle politiche di rimborso dei danni che cambiano a seconda del territorio in cui è locata l’abitazione nonché a seconda delle variabili previste.

L’assicurazione contro le calamità naturali, oltre a prevedere il risarcimento di tutti i danni direttamente causati dal verificarsi delle calamità stesse, ricomprende anche gli eventuali danni derivanti da furti e rapine verificatisi in quella stessa circostanza.

Si tratta di un’assicurazione annuale e rinnovabile che consente di recedere dal contratto in ogni momento.

Ognuno è libero di assicurare o meno la propria casa da calamità ma si tratta di una scelta che, almeno fino ad ora, pochi Italiani hanno compiuto.

Chi paga i danni derivanti da calamità naturali?

Ai fini del risarcimento, qualora venga decretato uno stato di calamità naturale, è possibile attingere ai fondi a tal fine stanziati ed incrementati da stanziamenti di emergenza in caso di bisogno.

Gli enti territoriali, poi, provvedono a distribuire i fondi a chi ne abbia fatto richiesta a titolo di contributo, totale o parziale, per la ricostruzione.

Si tratta, tuttavia, di procedure lente e complesse, le quali si basano su una rigida individuazione dei criteri volti a selezionare chi ha effettivamente diritto al risarcimento fra tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta.

In particolare, quando si verifica una calamità naturale, viene nominato un Commissario con ordinanza della protezione civile, il quale ha il compito di gestire la prima fase dell’emergenza e di effettuare le ricognizioni preliminari dei danni subìti.

Le ricognizioni si svolgono essenzialmente sulla base delle raccolte di segnalazioni effettuate dai soggetti danneggiati.

La nuova delibera del Consiglio dei Ministri dà attuazione ad una specifica previsione contenuta nella Legge di Stabilità del 2016, in base alla quale si rende necessario mettere a disposizione dei privati e degli enti pubblici le risorse necessarie per il supporto e per la ricostruzione.

La delibera contiene anche i criteri in base ai quali potranno essere riconosciuti i contributi da parte dello Stato.

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